Diventare libero professionista, una scelta di vita innanzitutto

Sei intraprendente, credi nel valore del merito, hai uno spirito indipendente ed autonomo? Ti riconosci in queste affermazioni, allora hai tutti i requisiti per diventare un libero professionista.

Se oggi è sempre più difficile trovare un lavoro alle dipendenze, e il posto “garantito” non esiste più, c’è un mercato del lavoro, quello dei liberi professionisti, dove nulla è precluso a chi ha voglia di darsi da fare e confrontarsi sul mercato.

Il lavoro autonomo è un’opportunità sempre più concreta per quei giovani che, desiderosi di non perdere tempo, vogliano avviare una propria attività. Essere perito ti consente di:

  • esercitare attività riservate, ovvero operare i mercati professionali e settori riservati a pochi e selezionati professionisti (in tema di sicurezza e tutela dell’ambiente, progettazione edile, progettazione di impianti elettrici, valutazione e collaudo)
  • mantenere costantemente aggiornata la tua professionalità. La formazione continua, diventata ormai obbligatoria per ogni professionista, è un’opportunità concreta di continuare a crescere in conoscenze e competenze anche dopo il completamento del percorso di studi, in modo da offrire servizi professionali che siano sempre innovativi ed al passo con i tempi
  • essere un professionista europeo, ovvero vedere riconosciuta automaticamente in ogni stato dell’Unione la tua professione, senza bisogno di ulteriori esami o certificazioni.

Essere libero professionista non significa essere soli. Società tra professionisti, studi associati, anche tra professionisti di diverse discipline, cooperative, sono formule con cui tanti giovani professionisti, desiderosi di crescere ed affermarsi, danno una forma cooperativa alla loro voglia di mettersi in proprio e di essere imprenditori di se stessi.

Peraltro il recente Job Act apre ai liberi professionisti e ai giovani che intendano intraprendere tale strada, nuove opportunità. Si rafforzano le tutele per professionisti (con l’estensione dei congedi parentali), le spese per la formazione saranno deducibili al 100% (nel limite di 10mila euro l’anno) e in caso di malattia o infortunio il rapporto con il committente si sospende per un periodo non superiore a 150 giorni. Ancora, l’equiparazione dei professionisti alle aziende per l’accesso ai fondi europei, consentirà di disporre di nuove e importanti opportunità di finanziamento per l’avvio e lo sviluppo della professione.