Insieme per la tua crescita

Entrando a far parte della nostra famiglia, avrai la possibilità di costruire giorno dopo giorno un percorso professionale e previdenziale certo, con il supporto dell’Eppi, la Cassa di previdenza della categoria. Nata nel 1996, l’Eppi assicura non solo le principali prestazione previdenziali (pensione di vecchiaia, assegno di inabilità, etc) ma anche un pacchetto di interventi di assistenza finalizzati a supportare i professionisti, e soprattutto i più giovani, nella loro crescita professionale e di vita.

Un supporto economico concreto per l’avvio dell’attività professionale

Vuoi avviare un’attività professionale? L’EPPI, l’Ente di Previdenza della categoria, mette a disposizione dei neo iscritti un contributo fino ad un massimo di 9mila euro per l’avvio della libera professione. Per chi acquista beni strumentali per l’avvio dell’attività è possibile

a) se accendi un finanziamento, contare su un contributo fino ad un massimo di 9.000 euro, liquidato dall’Eppi in ragione della durata del finanziamento

b) se paghi in un’unica soluzione, contare su un contributo fino ad un massimo di 1.200 euro liquidati in cinque anni.

Una pensione certa e competitiva

Grazie ad una gestione oculata, l’Eppi è una delle Casse più solide nel panorama della previdenza Italiana, avendo adottato fin dalle origini un sistema di tipo contributivo che mette al riparo i giovani professionisti dal rischio di dover pagare le pensioni ai propri genitori. Iscrivendoti all’Eppi potrai mettere da parte anno dopo anno la tua futura pensione, contando su condizioni contributive molto vantaggiose: una minore contribuzione (14% contro il 27,72% richiesto dall’Inps) e più favorevoli requisii per l’accesso alle prestazioni pensionistiche e assistenziali. Il contributo richiesto per la pensione, è ancora oggi al 14% del tuo reddito, mentre il tuo montante previdenziale sarà arricchito

È per questo motivo che la riforma previdenziale introdotta nel 2012 ha previsto che i periti industriali contribuiranno (contribuzione soggettiva) per la loro pensione con al massimo il 18% del loro reddito (a partire dal 2019), e che il montante previdenziale sia arricchito della contribuzione integrativa versata dai committenti (il 5%, contro il 4% della rivalsa prevista per la Gestione separata Inps). Se pensiamo, poi, che mediamente un punto percentuale di contribuzione integrativa equivale mediamente ad 1,5 punti di contribuzione soggettiva, avremmo che complessivamente la base di calcolo della futura pensione (montante previdenziale) sarà determinata in ragione di un 25,5% del reddito netto a fronte, ancora una volta, di una contribuzione che presso la Gestione separata Inps è già al 27% ed arriverà – entro il 2017 – al 29%.

Il professionista ha, poi, la facoltà di versare sino ad un massimo del 26% del proprio reddito: grazie alla consapevolezza di quello che potrebbe essere il suo futuro assegno pensionistico (l’Eppi già da tempo ha messo a disposizione degli iscritti la “busta arancione” grazie alla quale è possibile simulare l’importo della pensione), potrà decidere la linea di “investimento” migliore per pensare al domani senza pregiudicare l’oggi.

Sempre al tuo fianco, nel lavoro e nella vita

Oltre a supportarti nell’avvio dell’attività e nel garantirti un futuro sereno quando deciderai di ritirarti dal lavoro, l’Eppi ha progettato una serie di servizi di tipo assistenziale, volto a supportare i professionisti non solo di fronte agli imprevisti che si possono presentare nel corso della vita lavorativa, ma anche nel realizzare le loro ambizioni di crescita professionale e affettiva.

Contributi per la formazione (master o corsi di specializzazione), per l’incremento dell’attività professionale, ma anche la tutela della famiglia (bonus neo-mamma/papà, il concorso per le spese di studio dei figli, senza dimenticarci di chi, purtroppo, è diversamente abile o ha a carico familiari nella medesima situazione), sostegno nelle situazioni di crisi e in caso di malattia e infortuni.