Progetto Cnpi-Università

Perchè un progetto con l'università

L’inequivocabile scelta congressuale di consentire l’accesso all’Albo Professionale ai soli laureati almeno di primo livello nelle lauree riconosciute dal DPR 328/2001 ha posto l’urgente necessità di ripensare ad un nuovo modello di rapporto con l’università. Quella scelta, confermata dalla legge 89/16 che ha sancito l’obbligo della laurea triennale dal 2021 per i futuri iscritti, ha evidenziato la necessità di costruire questo nuovo rapporto finalizzato a orientare gli studenti favorendo nuove iscrizioni.

La costruzione di un nuovo legame con il mondo accademico

Nel 2015 il Cnpi ha predisposto il progetto Università sui nuovi percorsi formativi professionalizzanti per i periti industriali, costituendo un apposito Gruppo di lavoro che ha individuato gli obiettivi generali e specifici da perseguire e le azioni da realizzare nell’ambito di una rinnovata collaborazione istituzionale con gli Atenei, le Scuole e le altre istituzioni.

Attuazione degli indirizzi emersi al congresso straordinario “Andare Oltre”

Con grande coraggio i periti industriali sono andati oltre. Quello slogan “Andare Oltre” che ha segnato il Congresso straordinario del novembre 2014 con cui la categoria ha fissato nella laurea triennale il requisito per l’accesso all’albo, e che ha accompagnato l’azione del Consiglio degli ultimi dieci anni, è realtà grazie a una Legge dello stato (89/16). Ma questo provvedimento, secondo il quale (salvo un periodo transitorio) dal 2021 l’accesso all’albo sarà subordinato ad una laurea triennale, rappresenta solo un punto di partenza. Il congresso e le sue mozioni, il dibattito che lo ha preceduto e quello successivo, hanno evidenziato la necessità di stabilire, infatti, un nuovo rapporto con il mondo universitario.

Le Lauree professionalizzanti

Un capitolo fondamentale del progetto Cnpi-Università è quello delle Lauree professionalizzanti. Le lauree, volute dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (scarica il documento Crui) sono state introdotte dal Dm 987/16 , poi modificato da un successivo provvedimento (DM n. 635/2016). Il dm delinea in maniera netta i contorni della nuova offerta formativa, partita da ottobre del 2018: ciascun ateneo potrà proporre un solo corso di laurea per anno accademico, “esclusivamente con modalità di erogazione convenzionale, caratterizzato da un percorso formativo teorico, di laboratorio e applicato in stretta collaborazione con il mondo del lavoro e definito in relazione a professioni comunque disciplinate a livello nazionale a partire da quelle ordinistiche”. Parallelamente dovrà essere presente un adeguato numero di tutor, una congrua percentuale di crediti per le attività di tirocinio (non più di 60 sui totali 180). I corsi sono a numero programmato (50 posti) per garantire l’utilizzo di laboratori e assicurare le attività di tirocinio.

Alternanza scuola-lavoro

L’alternanza scuola lavoro è una modalità didattica innovativa disciplinata dalla Legge 107 del 2015 la cosiddetta Buona Scuola, che prevede per gli studenti degli istituti tecnici (e per i licei) almeno 400 ore da svolgere secondo un apprendimento flessibile che collega formazione in aula ed esperienza pratica. Quella legge, infatti, oltre a definire con chiarezza che l’alternanza è necessaria per incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, ha sancito i percorsi obbligatori nel sistema scolastico mediante tirocini formativi. E ha fissato i requisiti principali attraverso i quali si può disciplinare il modello di alternanza. Per i periti industriali l’alternanza può essere uno strumento utile per far conoscere la professione e soprattutto può rappresentare un alternativo (riconosciuto e certificato) metodo di orientamento verso la stessa.